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mercoledì 4 luglio 2007

L. Passi: Arrivederci a settembre

I dati forniti da Andrea Ragona sui risultati “quantitativi” dell’Appello e del blog sui “Temi Perduti del programma del Sindaco” permettono una prima valutazione politica della discussione che si è fin qui sviluppata.

L’obiettivo dichiarato dell’appello era quello di aprire il dibattito con la città e gli amministratori sul perché alcuni traguardi segnalati come centrali nel programma de Sindaco fossero scomparsi o perseguiti in modo contraddittorio. Il dibattito, fin dal primo giorno ha preso subito quota, a giudicare dalla quantità e qualità degli interventi giunto al blog, ma da parte dell’Amministrazione dobbiamo registrare una sostanziale chiusura, con le risposte del Sindaco e del Vice sindaco, quest’ultima pure offensiva.

Taluni hanno sostenuta una tesi per giustificare la chiusura degli amministratori: l’appello non avrebbe ricordato i tanti risultati positivi dell’Amministrazione, quindi non meritava considerazione. Quasi un atto di lesa maestà… A parte il fatto che invece, insieme alle critiche si citavano molte delle iniziative positive, ci sono due considerazioni fa fare.

La prima. La fatica dell’amministrare la cosa pubblica, che lo riconosco - è grande- non può giustificare la non volontà di ascoltare e di valorizzare ciò che ci viene detto, a maggior ragione quando proviene da chi ci è politicamente vicino. Quando si parla tra vicini non penso sia necessario premettere l’elencazione degli elogi e poi affrontare i problemi: si va dritto alla questione.

La seconda, e più pregnante. Alcuni hanno voluto ricordare ai promotori dell’appello l’elenco delle buone cose fatte dall’amministrazione di centrosinistra. Hanno fatto bene, ma continuano a perdere di vista che le buone cose fatte sono rimasti fatti isolati e non sono mai divenute spina dorsale di quel progetto complessivo di città sostenibile e partecipata che dal programma elettorale si evinceva.

Forse si è pensato che Temi Perduti fosse una mozione di sfiducia all’Amministrazione, o un’operazione per tirare la volata politica a qualche partito. Cosa che erano chiaramente escluse in partenza. Quasi nessun degli amministratori ha voluto leggere Temi Perduti per quello che veramente era: la richiesta di discutere su una domanda di fondo: perché alcune politiche, ad esempio riguardanti partecipazione, urbanistica, mobilità, città metropolitana sono state, nella prassi, realizzate in modo tanto diverso da come erano state descritte nel programma del Sindaco.

I problemi posti da “Temi Perduti” possono anche essere negati dagli amministratori, ma restano nella testa di chi li ha posti, sottoscritti o dibattuti, e di tanta gente che nelle passate elezioni ha dato l’anima perché quel programma elettorale - che li conteneva!- si affermasse attraverso la vittoria di Zanonato. Sarebbe stato saggio discuterne, come proposto anche dal Segretario della CGIL Ilario Simonaggio e da molti altri interventi pubblicati sul blog temiperduti.org, invece che ignorarli o travisarli.

Ora anch’io auguro che l’estate porti buoni consigli a tutti, con la certezza che dei Temi Perduti a settembre, se ne riparlerà ancora, e non solo attraverso un blog.

* Coordinatore Legambiente Padova

A. Ragona*: Un primo bilancio del blog Temi perduti

L'appello a discutere dei "Temi Perduti del programma del Sindaco" è stato lanciato lunedì 11 giugno da 100 promotori di varia estrazione (esponenti dell'associazionismo, professionisti, medici, docenti universitari, insegnanti, semplici cittadini). Ad oggi a sottoscriverlo sono in più di 400.

Partecipazione, centralità ambientale, mobilità sostenibile, nuova visione urbanistica, città metropolitana: tutti temi che apparivano centrali nel programma elettorale del Sindaco Zanonato ma che sono andati via via appannandosi in tre anni di amministrazione. Così i promotori dell'appello hanno voluto provare a riaprire il dibattito sugli stessi. "A due anni da fine mandato- cosi concludeva la lettera aperta - può e deve essere tentata un'incisiva azione per rilanciare questi temi prioritari di fatto perduti per strada.. E' stato creato anche un apposito sito dove è possibile dare la propria adesione e inviare interventi e commenti. L' indirizzo è www.temiperduti.org".

Ora che sopraggiunge l'estate ritengo opportuno, io che ho avuto il piacere di "moderare" tecnicamente il sito (essendo, oltre che uno dei promotori, anche in un periodo in cui disponevo del tempo per farlo), trarre delle prime parziali considerazioni sui risultati sortiti dall'appello e dal blog.

Il successo, per un verso, è stato decisamente al di là di ogni aspettativa. Il Sito è stato visitato da 3000 utenti diversi, ha ospitato 40 interventi e decine di piccoli commenti agli stessi, e sempre sul blog hanno firmato centinaia di persone portando a oltre 400 i sottoscrittori dell'appello "Temi Perduti". Da registrare anche 17 tra articoli ed interventi pubblicati sui quotidiani locali. Sul blog non è stato censurato nessuno (sostanzialmente, il mio compito era quello di evitare che venissero pubblicati commenti o post volgari o infamanti, ma per fortuna la maturità della discussione non ne ha prodotto nemmeno uno), e sono stati ospitati anche interventi in dissonanza con "Temi Perduti", anche se, a dir la verità, sono stati molto pochi.

Tutto questo testimonia come l'invito ad aprire il confronto lanciato da "Temi Perduti" abbia colto proprio una gran voglia di discutere, diffusa in una parte non piccola di coloro che votarono per Zanonato nel 2004.

A questa voglia di capire, discutere, confrontarsi, non sembra sia però corrisposta un'analoga volontà da parte del Sindaco e degli Amministratori, eccettuati casi rarissimi. Tuttavia anche chi ha voluto ricordare le cose buone fatte da questa amministrazione ha dato il suo contributo alla discussione: smentendo in questa maniera chi sosteneva che questo blog fosse nato per favorire la destra, mentre anzi, il suo scopo è proprio quello di aiutare una sinistra istituzionale, che rincorrendo la destra, oggi sembra essersi smarrita.

Infatti la stragrande maggioranza degli interventi ospitati dal blog indicano inequivocabilmente la necessità di riprendere a discutere dei "Temi Perduti" segnalati dall'appello e di come questi siano ineludibili per l'agenda politica di un centro sinistra che non voglia perdere molti di quelli che votarono Zanonato nel 2004.

Che l'estate porti buoni consigli a tutti, perché penso proprio che a settembre questo dibattito sicuramente ripartirà, e forse non solo più in modo virtuale…

*= moderatore del blog

giovedì 28 giugno 2007

A. D'Agostino: Intervento nel dibattito

Credo che se c’è un elemento indiscutibile, emerso chiaramente nel dibattito cittadino lanciato dall’appello temi perduti, questo è, ancora una volta, l’assoluta sordità dell’Amministrazione Comunale, e soprattutto del primo cittadino e del suo entourage. Non è una novità, non è la prima volta, e temo non sarà neppure l’ultima nei due anni che mancano a fine mandato, ma la risposta (le risposte) che vengono da palazzo alla seria e più che ponderata critica dei firmatari dell’appello è di una semplicità disarmante: o sei con me o contro di me; se raccogli firme per discutere la mia politica del territorio, ti annullo con un contro blog. Seguiranno altre misure…
E’ così che andiamo avanti a Padova da un bel po’ di tempo, con un dibattito ingessato, con un’arena politica assolutamente asfittica, che regala al centro destra risultati insperati, e senza neppure la fatica di conquistarseli.
Noi verdi (i pazzarielli, ci definisce Franzin) ci siamo da tempo abituati a questo tran tran. L’aut aut l’abbiamo rispedito al mittente da tempo e francamente non ne siamo per nulla pentiti: abbiamo continuato a partecipare alle iniziative che riteniamo positive (l’azione amministrativa contro l’elettrosmog, ad esempio) ma ci siamo presi il lusso di opporci alle scelte urbanistiche devastanti per il territorio (dalle torri Gregotti al Ponte Verde, dalla variante Mariani all’auditorium).
Attenzione: in questi tre anni c’è un’unica commissione comunale che non ha praticamente mai saltato una settimana, ed anzi si è riunita anche più volte: la V°, commissione urbanistica, presieduta da Sandro Faleschini, con assessore (Mariani) iper presente. E lì è passato tanto, ma tanto di quel cemento (non solo la variante, ma decine e decine di PIRU e PIRUEA), che appesterà la città per decenni. Tutto quello che c’era prima, di cui non si è revocato niente, e molto altro.
Pazzarielli ? Sarà, ma a noi sembra più folle star dentro all’asse Zanonato-Casarin, che è fatto di strade (mica stradine, GRA), speculazioni edilizie (PP1 docet) e governo autoritario del territorio.
Sì perché l’altro capo della fune che il centro sinistra padovano si sta mettendo al collo è la conquista del primato in campo di moralismo (vedi ordinanza contro la prostituzione), di senso del “decoro” (crociate varie anti accattoni, zingari, spritz), di intolleranza ed incapacità di dialogo (ricordate “ il muretto prodromico al terrorismo” davanti all’ufficio di Mariani ?). A quante altre strette di mano con Ascierto dovremo assistere nei due anni che ci separano dalle elezioni?
“Diritti sicuri” è l’altro appello a cui io ho aderito, come alcuni dei firmatari del vostro. Non è alternativo, nasce e cresce dal rifiuto del totalitarismo culturale che permea l’azione di questa amministrazione.
Certo noi abbiamo fatto una scelta radicale, e non perché ci piaccia fare la parte dei puristi, ma perché di fronte all’assoluta indisponibilità di questa amministrazione a discutere e a farsi inquinare dal rapporto con il territorio, con i comitati, con le associazioni, con i cittadini abbiamo preferito tornare dalla parte dei comitati e dei cittadini. Il tema perduto di cui parla l’appello è quello che per noi costituiva la centralità del nuovo rapporto con il territorio e le sue esigenze; l’assessorato alla partecipazione doveva rappresentare proprio questo, una cessione di potere verso il basso. Non c’è voluto molto per capire che l’interpretazione corrente a palazzo della “partecipazione” era in realtà condensata nella “comunicazione informativa” delle decisioni, con i patetici schemini di cui Scortegagna era maestro.
Concludo: la vostra iniziativa dimostra che a Padova c’è ancora vita sociale e politica inascoltata, c’è ancora voglia di discutere di cose serie, c’è ancora voglia, bisogno, ineludibile necessità di contare nelle decisioni. L’esperienza del “referendum Gregotti” è stata, sotto questo profilo, estremamente significativa ed ha saputo coniugare l’intelligenza di più soggetti con la volontà del territorio di non farsi saccheggiare (ulteriormente); credo che non vada sprecata, che vada ripresa, non solo per fare un “piano alternativo per l’arcella” (difficile oggi pensare che vada in porto, con l’aria che tira…), ma per creare le condizioni per arrivare a fine corsa con successo, con intorno l’aria per respirare, l’acqua per nuotare e soprattutto con la voglia di continuare a battersi per una città diversa, accogliente, umana, meno cementificata (ed asfaltata).

Aurora d’Agostino - Verdi Padova

giovedì 21 giugno 2007

I. Simonaggio: Confrontarsi e dialogare senza chiusure e pregiudizi.

100 firme per riaprire il dibattito politico a Padova titola il blog dei “Temi perduti”.
Nel frattempo gli intervenuti hanno riempito varie pagine dei giornali cittadini sulla misura della vicinanza e del rispetto del programma elettorale del sindaco e della compagine di centrosinistra uscita vincente al primo turno delle elezioni amministrative del 2004.
L’impressione è che ognuno dica la propria senza un’autentica ricerca di confronto e di dialogo.
Si esprime una verità e una emozione dettata dalla distanza percepita tra i convincimenti, le aspirazioni ed aspettative personali e la realtà.

Ma quante forme o facce può avere la verità?

Il sindaco snocciola dati sul buon lavoro svolto, sull’impegno quotidiano per nulla semplice di amministrare dentro compatibilità definite.
Altri interventi enucleano ed evocano scenari pieni di fascino sulla “città ideale”.
Tenere insieme il positivo giudizio sulle tante opere realizzate o in via di realizzazione con l’impazienza e la speranza di chi vuole una svolta che segni “una radicale discontinuità nelle scelte amministrative” è affidato al dialogo e alla partecipazione politica.
I cinque temi evocati richiedono un paziente lavoro di tessitura di confronto di idee, di comuni strategie, di avanzamenti per consolidare buone pratiche e buone opere.
Volutamente ho proposto un metodo di lavoro che consenta di fare una sintesi efficace delle diverse sensibilità che sono chiamate al confronto.
Sappiamo tutti, troppo bene, che il confronto da solo non basta, ma richiede uomini di buona volontà come si fece nel predisporre il programma elettorale nel 2004.
Il rilancio dell’azione amministrativa passa anche dalla capacità di tenere insieme le diverse sensibilità di una coalizione per raggiungere uno scopo sociale.

Ritengo sia possibile per il tempo a disposizione provare a consolidare alcune grandi intuizioni dell’attuale azione amministrativa.

Partecipazione.

Il programma del sindaco prevede la sperimentazione del Bilancio Sociale e del Bilancio Partecipativo. Si è lavorato, in questi tre anni, sul versante della partecipazione dei Quartieri.
Perché non garantire che nel 2008/2009 sia realizzata l’esperienza del Bilancio Sociale e il Bilancio di Partecipazione come avviato in alcuni Comuni sul finire degli anni 90 in Emilia e Lombardia?
Quindi non solo capacità di informazione e di comunicazione efficace ma impegno teso alla partecipazione responsabile dei cittadini alla vita municipale tenendo insieme diritti con le compatibilità sociali ed economiche e doveri con le scelte di offrire opportunità collettive ed individuali di migliorare il contesto di vita.
Questo consentirebbe, inoltre, di essere il primo Comune della Provincia a definire con questa Amministrazione ulteriori strumenti di confronto con i cittadini come il “Bilancio di Genere” sulle pari opportunità e sulla spesa sociale e il “Bilancio per obiettivi”. Infine il “Bilancio di mandato” al termine del quinquennio concluderebbe nel modo migliore questa esperienza di democrazia partecipata.
CGIL CISL UIL di Padova hanno sollecitato nelle proposte per il confronto sul Bilancio di previsione 2007 questa visione pluriennale e strategica della conduzione della “macchina comunale”. Il sindaco Zanonato è amministratore capace di costruire questo percorso che renderebbe chiara la misurabilità del miglioramento apportato alla vita dei cittadini.

Progresso sociale ed economico
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Il progresso si può misurare con molti indicatori di sviluppo. Uno di questi è sicuramente la percezione di come sia vissuta la città dai soggetti più deboli e con minori risorse. La città amica delle persone con più problemi economici e di sicurezza sociale. Su questo percorso si è fatto molto ( indicativa la variazione incrementale della spesa sociale del Bilancio tra il 2004/2006) consolidando ed ampliando una buona rete sociale da sempre patrimonio autentico della città di Padova.
Molto rimane da fare di fronte a vecchi e nuovi bisogni della popolazione.
Il benessere da assicurare ai cittadini è fatto di molte cose, tra le quali il diritto alla mobilità delle persone, il rispetto e la salvaguardia dei beni primari come l’aria e l’acqua. Su questo terreno è indispensabile una forte discontinuità generale per cambiare il modello di sviluppo e dare più speranze di vita alle giovani generazioni.
Siamo convinti che molto lavoro di qualità sia stato realizzato in questa direzione grazie anche all’impulso significativo dell’assessorato all’ambiente.
Sposare la sostenibilità è vincolante nelle scelte amministrative per ridurre il consumo di territorio.
La percezione che la politica debba mettere al centro del proprio agire il disegno strategico urbanistico di città che vogliamo è una opportunità e un vincolo cui siamo tutti tenuti. Crescita qualitativa che valorizzi il territorio e i saperi in particolare per i beni fondamentali e non riciclabili per limitare il consumo dei suoli.
Su questi temi allargati alla città metropolitana la riflessione è tuttora insufficiente stretta tra politiche neoliberiste di consumo del territorio ( diritto di proprietà = diritto di edificazione) dove agisce la lobby degli affari molte volte a scapito dell’interesse generale pubblico.
Non basta più la sola mitigazione dell’appetito dei costruttori ma serve rilanciare una strategia che salvaguardi il suolo e i vuoti funzionali alla vivibilità e al benessere delle persone che popolano le nostre città.
Il Comune di Padova può utilmente far scuola per invertire il ciclo edilizio di questi decenni.
Infine non va sottaciuta l’importanza della riqualificazione della zona est della città tra cui il superamento del ghetto di Via Anelli. Questa opera oramai in via di conclusione, con la collocazione in altri quartieri di centinaia di famiglie di cittadini migranti senza alcuna tensione sociale, da sola merita un attestato di stima e fiducia dal grande valore simbolico per il buon lavoro sin qui svolto in condizioni tutt’altro che facili da tutta l’Amministrazione Comunale per la forte pianificazione tesa all’inclusione e integrazione.

Mobilità sostenibile.

Su questo terreno è avvenuta una autentica rivoluzione grazie all’impegno dell’attuale amministrazione comunale ( allargamento della Zona a traffico limitato, potenziamento dei mezzi innovativi a metano, assunzione di nuovi mezzi, avvio concreto del metrobus, completamento dell’anello delle tangenziali, nuove piste ciclabili). Tutto ciò non basta per affermare che si è in presenza di una riduzione del traffico veicolare privato e di una moderna mobilità sostenibile con il territorio.
Le scelte poi non sono sempre lineari come la riproposizione dei parcheggi in zone centrali, le arterie di cui denunciamo la dubbia utilità ( Raccordo anulare), la mancata pianificazione della Ferrovia Padova/Chioggia o della gronda sud.
Su questo versante ci sono impegni da tradurre in maggiori fatti concreti quali il reale potenziamento del trasporto pubblico e lo sviluppo della rete ferroviaria provinciale al servizio delle persone e delle merci, l’integrazione dei servizi di APS Mobilità e SITA, la risoluzione di nodi stradali critici come gli accessi alla città ( es. Castagnara), le corsie riservate per la circolazione del metrobus.

Ritengo che non siano necessari appelli di schieramento ( pro o contro) sui “temi perduti” ma lavorare al confronto sul merito delle singole proposte e situazioni per favorire una città più aperta, accogliente, democratica, vivibile per tutti i cittadini.
Noi non mancheremo a nessuno degli appuntamenti prossimi, orientati con spirito costruttivo a favorire partecipazione delle associazioni, delle organizzazioni sindacali, della società civile, dei cittadini portatori di interessi.

Ilario Simonaggio

mercoledì 20 giugno 2007

F Andreose*: Dire di no a volte rafforza il centrosinistra

Caro Sindaco,
il documento elaborato da alcune associazioni e pubblicato martedì scorso dal Mattino non porta le nostre firme perché non reputavamo fosse lo strumento opportuno per un confronto tra il primo cittadino di Padova e un partito che, come il PdCI, ne ha fortemente sostenuto l’elezione.
Non possiamo però negare di condividerne i contenuti, che interpretiamo come esortazioni alla piena realizzazione di un programma elettorale che noi tutti abbiamo condiviso nel lontano 2004, e non come critiche all’operato dell’amministrazione.
L’obiettivo dei firmatari del documento, come pure quello del nostro partito, è chiaro: migliorare la qualità della vita nella nostra città, rafforzare e far recuperare consensi al centrosinistra padovano, continuare a lavorare tutti per il buon governo della città.
Talvolta anche a costo di pronunciare dei sani e costruttivi “no” o di disapprovare pubblicamente il Suo operato,
Se il centrodestra riesce a mantenere l’unità serrandosi attorno alla figura di un uomo forte (Berlusconi o Galan che sia), siamo convinti che l’autocrazia non funzioni per il centrosinistra e che non sia possibile governare una città o un Paese partendo da un programma condiviso per arrivare alla gestione oligarchica e non partecipata della cosa pubblica.
L’unità del centrosinistra si fonda su altri presupposti, si realizza in un quotidiano dialogo tra le diverse anime che lo compongono, in un confronto che non termina il giorno dopo le elezioni.
Forse nel 2004 abbiamo tutti frainteso la Sua idea di partecipazione, forse nessuno dei firmatari del documento è stato invitato alle iniziative di “informazione, coinvolgimento, discussione, ascolto, confronto con tutti i cittadini interessati ad un problema”, all’ “enorme quantità di incontri e di riunioni” cui Lei scrive di aver partecipato.
Forse abbiamo sbagliato a credere che partecipazione significhi anche coinvolgimento nel governo della città di quelle forze politiche che, come il nostro partito, hanno sostenuto la sua elezione senza ottenere rappresentanza in consiglio comunale.
Durante le recenti vicissitudini per la nomina del nuovo assessore, i quotidiani hanno collocato il PdCI fuori della maggioranza. Non è vero, e ci dispiace che le nostre posizioni vengano desunte dalle opinioni riportate di un consigliere.
Forse, se i livelli di comunicazione con l’amministrazione fossero migliori e continui, noi non dovremmo ricorrere ai giornali per farle pervenire le nostre opinioni, per comunicarle che la nostra lealtà alla maggioranza non è in discussione, ma che non siamo nemmeno disposti ad avallare qualsiasi decisione della giunta.
Crediamo che una verifica di programma sui cinque temi indicati dal documento e un aperto confronto con i cittadini e con le forze politiche e associative che hanno portato alla Sua elezione siano un passaggio obbligato per rilanciare il centrosinistra a Padova.
Ovviamente è un consiglio, non una critica.


*Francesca Andreose
per la Segreteria provinciale
del Partito dei Comunisti Italiani

lunedì 18 giugno 2007

A. Motta P. Wieczorek: Né processi né slogan: una piccola proposta di dialogo

La "provacazione" dei 100 e la garbata risposta del sindaco ci pare che stiano dando dei frutti: si ricomincia a parlare con quella parte di società che, a torto o a ragione, si sente esclusa da alcune scelte dell'amministrazione, anche se si tratta solo di una parte di cittadini e credo che faccia bene il sindaco a ricordarlo. In città vivono infatti imprenditori, commercianti, impiegati, immigrati ecc. e il sindaco deve dare risposte alle esigenze di tutti. Tuttavia esiste a Padova un movimento di persone e associazioni che segue con particolare attenzione gli avvenimenti cittadini, è attento alle tematiche ambientali e alle scelte urbanistiche, esprime desiderio di partecipazione. Anche con questi soggetti fu elaborato un programma elettorale che certamente ha dato buoni frutti, come ricordano Bicciato e Bastianello ed altri riconoscono. Padova è infatti la prima città italiana nella raccolta differenziata e guida il gruppo nazionale degli enti locali di Agenda 21 per Kyoto, a Padova è stato assegnato il premio nazionale per il miglior Piano Energetico, e il riconoscimento nazionale di città equa e solidale; intelligente inoltre è stato il comportamento sui temi dell'immigrazione in Via Anelli come sui percorsi di convivenza, sulla promozione della cultura della non violenza e, da ultimo, sui mediatori culturali ecc.
Il sindaco nella risposta ai 100 afferma che "Questa discussione è comunque un'occasione utile per fare il punto, dopo tre anni di governo cittadino e per aprire un confronto sul futuro". Non si tratta di una "verifica", perché non è in discussione il sostegno alla giunta, quanto invece di un'occasione per riannodare i legami con quel mondo di associazioni e persone che oggi manifestano perplessità su alcune scelte fatte. Momenti di crisi nel rapporto tra amministrazione e cittadini ci sono stati ed è bene parlarne. Ricordiamo solo due esempi: il referendum all'Arcella, in cui circa settemila cittadini hanno bocciato la proposta della giunta, e l'edificazione di un complesso ampio di appartamenti al parco Iris, che sottrae spazio al verde pubblico, scelta fatta dall'amministrazione comunale, con una variante al piano regolatore, che ha abbassato l'indice di fabbricazione, ma che ha ugualmente procurato proteste di comitati e cittadini.
Riprendere la discussione ora che si è riavviato un dibattito su nuove forme di partecipazione è giusto. Nessuno scandalo quindi, solo una discussione franca e leale, che dovrebbe svolgersi pubblicamente, come sta avvenendo, e magari un domani non solo sulle pagine dei giornali o su un blog, per quanto meritorio. In questo senso ci permettiamo di avanzare una modesta proposta: perché non programmare (da settembre, se si ritiene che l'estate sia ormai troppo vicina) degli incontri su alcune delle questioni sollevate, ai quali partecipino tanto il Sindaco o altri rappresentanti della giunta, quanto i suoi "critici", quanto soprattutto i tanti cittadini che sono coinvolti direttamente dalle scelte in questione? Noi crediamo che ciò sarebbe utile e importante, a patto che lo si faccia con intento costruttivo da tutte le parti. In questi incontri si potrebbero anche avanzare proposte concrete per dare forza ad un'idea e ad una pratica della partecipazione che non si limiti alla pur importante versione "di un'ampia consultazione" che ne dà il sindaco, ma si estenda a forme di "devoluzione" del potere decisionale, tramite gli enti periferici come i consigli di quartiere, ai cittadini.
Nessun processo, quindi, nessuna abiura: ma nessuna autosufficienza, e niente slogan. Solo con la responsabilità di tutti sarà possibile fare di questa vicenda un'occasione di dialogo e di miglioramento della vita nella nostra città.

Attilio Motta
Paolo Wieczorek